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giovedì 21 luglio 2011

Le pie illusioni di monsignore

Il sito dello UAAR riporta che, secondo monsignor Fisichella
“Verrà un tempo in cui la scienza chiederà aiuto alla teologia per conoscere più ampiamente gli ambiti della realtà, e per poter dar risposte al dolore, al tradimento, alla morte”
Posso dire che non credo?
La scienza si muove su binari diversi dalla religione e la religione deve ancora trovare il modo di dimostrare di essere in grado di dare una qualsiasi risposta che abbia dei contatti con la realtà.
Per la scienza gli "ambiti della realtà" non possono avere niente a che fare con le pie illusioni della religione. Che qualcuno VOGLIA che esista un padre onnipotente che veglia su di noi non ha niente a che vedere con il fatto che questo padre onnipotente esista.

Monsignore, ci porti una prova (nel significato scientifico della parola) che esiste un dio e allora la scienza userà quella prova per "conoscere più ampiamente gli ambiti della realtà".
Fino a quel momento, la lasciamo beatamente alle sue pie illusioni.

martedì 1 febbraio 2011

Ossantocielo

Capiamoci...
Io non sono credente, ma non sono nemica della fede.
La considero irrazionale, la considero un modo un po' elaborato per dirsi "Io non lo so, ma spero vivamente che ci sia qualcuno che sappia quello che sta facendo".
Ma finchè le persone si vivono la loro fede, nella loro vita, io non ho obiezioni. Anzi. La vera fede è un impegno per la vita, perciò ho persino ammirazione per quelli che riescono a vivere realmente la loro fede (ne ho meno per quelli per cui la fede è la domenica a messa e basta).
Però do di matto se:
- cercano di imporre a me la loro fede
- cercano di convincerci che quanto scritto nella loro verità rivelata valga di più di quanto scoperto da 2000 anni di scienza